Si può essere padroni di ciò che si fa, ma mai di ciò che si prova.- Gustave Flaubert
Si può essere padroni di ciò che si fa, ma mai di ciò che si prova.
Gli eroi non hanno buon odore.
Il genio ci è donato da Dio, ma il talento riguarda noi.
Passa così una giornata di viaggio, e non c'è bisogno d'altro per riempirla da cima a fondo: un fiume, dei cespugli, una bella testa infantile, delle tombe.
Il successo è una conseguenza, non un obiettivo.
Quella vile docilità che per molte donne è come il castigo e insieme il riscatto dell'adulterio.
Non si è veramente vigili e consapevoli se non si scrive.
Io sono il padrone del mio destino, io sono il capitano della mia anima.
Difficoltà, disarmonie, ostacoli sono segnali che dicono che ci stiamo rifiutando di cedere ciò di cui non abbiamo più bisogno.
Non è possibile sentirsi vivi senza essere consapevoli che si deve morire.
La gente comincia a comportarsi in modo strano quando scopre che sta per morire e che non gli resta molto tempo.
Nel mentre che vive, l'uomo non ha sentimento della propria vita; deve passare un po' di tempo perché essa, al pari di un suono, gli si renda udibile.
È una cosa strana. Quando ti accade di vedere il posto dove saresti salvo, sei sempre lì che lo guardi da fuori. Non ci sei mai stato dentro. È il tuo posto, ma tu non ci sei mai.
Una storia è come un treno in corsa: in qualunque punto sali a bordo, prima o poi arrivi a destinazione.
Io sono un genio, ma nessuno lo sa tranne me.
E' solamente quando vengono presi nel rapido, fulmineo giro della morte, che i mortali diventano consci dei muti, sottili, onnipresenti pericoli della vita.