L'intelligenza fa pensare. La credenza fa agire.- Gustave Le Bon
L'intelligenza fa pensare. La credenza fa agire.
La moltitudine è sempre pronta ad ascoltare l'uomo forte, che sa imporsi a lei. Gli uomini riuniti in una folla perdono tutta la forza di volontà e si rimettono alla persona che possiede la qualità che ad essi manca.
La folla è un gregge che non può fare a meno di un padrone.
I trascinatori di folle, il più delle volte, non sono intellettuali, ma uomini d'azione. Sono poco chiaroveggenti, e non potrebbero esserlo, poiché la chiaroveggenza porta generalmente al dubbio e all'inazione.
Un'opinione può avere origini emotive, mistiche o razionali. L'origine razionale è la più rara.
Appartenere a una scuola, significa perdere la propria personalità; non appartenere a una scuola, significa abdicare a ogni possibilità di prestigio.
Il segno distintivo dell'intelligenza non è se uno crede in Dio o no, ma la qualità dei processi che sono alla base le proprie credenze.
Se una donna è intelligente, benissimo; ma se non lo è, per il concerto non cambia niente, come quando un violinista soffre di raucedine.
L'intelligente non sa ascoltare e lo sciocco non sa parlare.
Gli uomini intelligenti non possono essere dei buoni mariti, per la semplice ragione che non si sposano.
L'uomo è l'animale più intelligente. L'uomo è colui che stila tale classifica.
Per quanto possa ricordare, non vi è una sola parola nei Vangeli in lode dell'intelligenza.
Una sola forza può ancora opporsi alla follia generale: l'intelligenza illuminata dalla fede.
La religione non è altro che l'ombra gettata dall'universo sull'intelligenza umana.
Una delle sventure delle persone molto intelligenti è di non poter fare a meno di capire tutto: i vizi non meno che le virtù.
La bellezza del corpo è una dote da animale, se non c'è intelligenza.