La vanità è stata da tempi immemorabili la carta di riconoscimento dei poeti.- Henry Mackenzie
La vanità è stata da tempi immemorabili la carta di riconoscimento dei poeti.
La vanità sovente, come la gelosia, coincide con l'orgoglio.
La vanità intelligente non esiste. È un istinto. Non c'è uomo che non sia prima di tutto vanitoso.
Il piangere si addice solo o ai seduttori che vogliono conquistare con le frasi l'incauta vanità delle donne, o ai sognatori.
È tipico della vanità e dell'impertinenza dell'uomo definire stupidi gli animali perché appaiono così ai suoi sensi ottusi.
La vanità e la felicità sono incompatibili.
La vanità non è altro che l'esser sensibili alla eventuale opinione degli altri su di noi. L'orgoglio nell'essere insensibili ad essa.
Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia.
Ciò che simboleggia meglio la vanità di tutte le cose, fama letteraria compresa, è il fiore di zucca: dura appena lo spazio di un giorno, poi appassisce e muore.
La generosità spesso non è altro che la vanità del donare.
Lo schiavo ha la propria vanità, non vuole obbedire che al più grande dei despoti.