Ma non è forse una vanità credersi superiori al mistero o ignorarlo?- Susanna Tamaro
Ma non è forse una vanità credersi superiori al mistero o ignorarlo?
Distrarsi vuol dire soccombere.
I morti non esistono, esiste soltanto una maniera diversa in cui essere vivi.
Il cuore ormai fa subito pensare a qualcosa di ingenuo, dozzinale. Nella mia giovinezza era ancora possibile nominarlo senza imbarazzo, adesso invece è un termine che non usa più nessuno.
L'amore per l'uomo non esclude quello per gli animali, e viceversa, perché l'amore non è mai fonte di separazione né di giudizio. Chi ama, ama e basta. Chi ama e separa, non ha mai iniziato a farlo.
Io sono convinta che la scrittura non serva per farsi vedere ma per vedere.
Se una donna si guarda spesso allo specchio, può darsi che non sia tanto un segno di vanità, quanto di coraggio.
Al giorno d'oggi c'è tanta gente vanitosa che frequenta la società fingendo d'esser buona, che io credo sia segno di un temperamento dolce e modesto quello di fingere d'essere cattivo.
La modestia è una forma raffinata di vanità. È una menzogna.
L'amore che si basa sul denaro e sulla vanità genera la più ostinata delle passioni.
La vittoria della vanità non è la modestia, tanto meno l'umiltà, è piuttosto il suo eccesso.
Gratta la modestia del grande uomo, e verrà fuori la vanità della sciantosa.
Il peccato del nostro secolo è la vanità, e questa fra tutte le schiave è la più vile.
La vanità gioca dei brutti scherzi alla memoria.
Ho perso un bel po' di tempo nell'andar dietro alle vanità; ho speso tutta la mia giovinezza in occupazioni inutili, in quanto mi ero buttato totalmente ad apprendere delle dottrine proprie di una sapienza che Dio aveva definito stoltezza.
La vanità, insaziato cormorano, consumato tutto il resto, addenta le sue viscere.