I calunniatori sono anche di solito vigliacchi.- Ippolito Nievo
I calunniatori sono anche di solito vigliacchi.
Dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un'idea.
La coscienza ci assicura, che meglio è la generosità con la miseria, che la dappocaggine con la contentezza.
I benefici non obbligano tanto quanto il modo di porgerli.
La gioventù è il paradiso della vita: l'allegria è la gioventù eterna dell'animo.
Senza di te che sarei io mai?... Per te per te sola, o divina, il cuore dimentica ogni suo affanno, e una dolce malinconia suscitata dalla speranza lo occupa soavemente.
La calunnia è come la vespa che vi disturba, e contro la quale non si deve fare il minimo movimento a meno che non siate certi di ucciderla: altrimenti quella torna alla carica più incattivita che mai.
Ove in eminente grado virtù risiede, ivi piomba la persecuzione; e pochi o niuno dei celebri personaggi delle andate età si sottrassero all'acuto morso della calunnia o della più fina malizia.
La miglior risposta alle calunnie è il silenzio.
In fatto di calunnie, tutto quello che non nuoce serve a chi è calunniato.
Il calunniatore è simile all'uomo che getta polvere contro un altro quando il vento è contrario; la polvere non fa che ricadere addosso a colui che l'ha gettata. L'uomo virtuoso non può essere leso e il dolore che l'altro vorrebbe infliggere, ricade su lui stesso.
La calunnia lascia sempre peggio il calunniatore, giammai il calunniato.
Teniamoci stretti al personalismo dei giudizi perché è il solo alibi che possediamo per evitare il dolo della calunnia.
La calunnia è un vocabolo sdentato che quando arriva a destinazione mette mandibole di ferro.
Le calunnie non si devono dimostrare. Basta ripeterle.
Vi sono certe calunnie contro cui l'onniscienza stessa smarrisce.