La calunnia è un vocabolo sdentato che quando arriva a destinazione mette mandibole di ferro.- Alda Merini
La calunnia è un vocabolo sdentato che quando arriva a destinazione mette mandibole di ferro.
Vorrei morire come donna ma non rinascerei come un uomo.
Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irrisolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del mio respiro.
C'è chi si masturba per non perdere l'orientamento.
Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita!
A volte succedono cose strane, un incontro, un sospiro, un alito di vento che suggerisce nuove avventure della mente e del cuore. Il resto arriva da solo, nell'intimità dei misteri del mondo.
In fatto di calunnie, tutto quello che non nuoce serve a chi è calunniato.
I calunniatori sono anche di solito vigliacchi.
La calunnia è come la vespa che vi disturba, e contro la quale non si deve fare il minimo movimento a meno che non siate certi di ucciderla: altrimenti quella torna alla carica più incattivita che mai.
Vi sono certe calunnie contro cui l'onniscienza stessa smarrisce.
Il calunniatore è simile all'uomo che getta polvere contro un altro quando il vento è contrario; la polvere non fa che ricadere addosso a colui che l'ha gettata. L'uomo virtuoso non può essere leso e il dolore che l'altro vorrebbe infliggere, ricade su lui stesso.
La calunnia è la vendetta del vigliacco, mentre la sua difesa è la dissimulazione.
Teniamoci stretti al personalismo dei giudizi perché è il solo alibi che possediamo per evitare il dolo della calunnia.
Ove in eminente grado virtù risiede, ivi piomba la persecuzione; e pochi o niuno dei celebri personaggi delle andate età si sottrassero all'acuto morso della calunnia o della più fina malizia.
Le calunnie non si devono dimostrare. Basta ripeterle.