Le calunnie non si devono dimostrare. Basta ripeterle.- Roberto Gervaso
Le calunnie non si devono dimostrare. Basta ripeterle.
Più che in Dio, l'italiano crede nei miracoli.
Per alcuni la giustizia non dovrebbe essere altro che il riconoscimento dei propri privilegi.
Chi dice sempre la verità, evidentemente non ha altro da dire.
La fortuna aiuta gli audaci. Fortuna permettendo.
La moralità di una donna consiste nel credere profondamente alle proprie menzogne.
La calunnia lascia sempre peggio il calunniatore, giammai il calunniato.
Il calunniatore è simile all'uomo che getta polvere contro un altro quando il vento è contrario; la polvere non fa che ricadere addosso a colui che l'ha gettata. L'uomo virtuoso non può essere leso e il dolore che l'altro vorrebbe infliggere, ricade su lui stesso.
La calunnia è un vocabolo sdentato che quando arriva a destinazione mette mandibole di ferro.
In fatto di calunnie, tutto quello che non nuoce serve a chi è calunniato.
Teniamoci stretti al personalismo dei giudizi perché è il solo alibi che possediamo per evitare il dolo della calunnia.
I calunniatori sono anche di solito vigliacchi.
La miglior risposta alle calunnie è il silenzio.
Ove in eminente grado virtù risiede, ivi piomba la persecuzione; e pochi o niuno dei celebri personaggi delle andate età si sottrassero all'acuto morso della calunnia o della più fina malizia.
La calunnia è come la vespa che vi disturba, e contro la quale non si deve fare il minimo movimento a meno che non siate certi di ucciderla: altrimenti quella torna alla carica più incattivita che mai.