Fuori della penna non c'è salvezza.- Italo Svevo
Fuori della penna non c'è salvezza.
Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz'obbiezioni, il destino.
E' libertà completa quella di poter fare ciò che si vuole a patto di fare anche qualche cosa che piaccia meno. La vera schiavitù è la condanna all'astensione: Tantalo e non Ercole.
La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale.
Per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie.
L'immaginazione è una vera avventura. Guàrdati dall'annotarla troppo presto perché la rendi quadrata e poco adattabile al tuo quadro. Deve restare fluida come la vita stessa che è e diviene.
Chi ha detto che la penna ferisce più della spada ovviamente non si è mai trovato di fronte un'arma automatica.
La penna è la lingua dell'anima.
Le forze della penna son troppo maggiori che coloro non estimano che quelle con conoscimento provate non hanno.
Occorrerebbe per la penna, come si usa per ogni micidiale strumento, il porto d'armi.
È chiaro quanto di più crudele è la penna che la spada.
Fu un giorno fatale quello nel quale il pubblico scoprì che la penna è più potente del ciottolo, e può diventare più dannosa di una sassata.
La penna è più potente della spada, e decisamente più comoda per scrivere.
Inchiostro e fotografia stanno soppiantando carri armati e soldati. La penna diventa di giorno in giorno più potente della spada.
Una penna è certamente uno strumento eccellente per fissare l'attenzione di un uomo e per alimentare la sua ambizione.