La vera schiavitù è la condanna all'astensione.- Italo Svevo
La vera schiavitù è la condanna all'astensione.
Fuori della penna non c'è salvezza.
La morte è l'ammirevole liquidazione della vita.
È una delle grandi difficoltà della vita d'indovinare ciò che una donna vuole.
La vita attuale è inquinata alle radici.
Re e preti, nel condannare la dottrina del suicidio, hanno voluto assicurare la durata della nostra schiavitù. Intendono tenerci chiusi in una cella senza uscita, come quello scellerato della Commedia di Dante che fa murare la porta della prigione dove era rinchiuso lo sventurato Ugolino.
Non è una vergogna essere schiavi: è una vergogna avere schiavi.
Alla schiavitù più pulita è preferibile la morte più sozza.
Rifiutando il concetto di schiavitù umana si arriva, per onestà intellettuale, ad ammettere anche l'ingiustizia della schiavitù nei riguardi degli animali.
Quello che tu chiami schiavo pensa che è nato come te, gode dello stesso cielo, respira la stessa aria, vive e muore, come viviamo e moriamo noi. Puoi vederlo libero cittadino ed egli può vederti schiavo.
I peggiori sostenitori della schiavitù sono coloro che trattano bene gli schiavi.
La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori.
La schiavitù umana ha toccato il punto culminante alla nostra epoca sotto forma di lavoro liberamente salariato.
Lo schiavo non è chi ha la catena al piede, ma chi non riesce più a immaginare una vita in libertà.