Alla schiavitù più pulita è preferibile la morte più sozza.- Lucio Anneo Seneca
Alla schiavitù più pulita è preferibile la morte più sozza.
Lieve è il dolore che permette di prendere una decisione.
Non è mai esistito ingegno senza un poco di pazzia.
Ovunque ci sia un essere umano, vi è la possibilità per una gentilezza.
Avere animo eguale è medicina al male.
Non vi è vento favorevole per il marinaio che ignora la rotta.
Re e preti, nel condannare la dottrina del suicidio, hanno voluto assicurare la durata della nostra schiavitù. Intendono tenerci chiusi in una cella senza uscita, come quello scellerato della Commedia di Dante che fa murare la porta della prigione dove era rinchiuso lo sventurato Ugolino.
Ogni re deriva da una stirpe di schiavi ed ogni schiavo ha dei re tra i suoi antenati.
I peggiori sostenitori della schiavitù sono coloro che trattano bene gli schiavi.
La schiavitù non è altro che lo sfruttamento esercitato da alcuni sul forzato lavoro delle folle.
Togliere le catene agli schiavi è facile, ma liberarli è difficile.
Ogni schiavo reca nella sua mano il potere di sopprimere la sua cattività.
Lo schiavo che ama la sua vita da schiavo ha una vita da schiavo?
Un essere che per natura non appartiene a se stesso ma a un altro, pur essendo uomo, questo è per natura schiavo: e appartiene a un altro chi, pur essendo uomo, è oggetto di proprietà.
Quello che tu chiami schiavo pensa che è nato come te, gode dello stesso cielo, respira la stessa aria, vive e muore, come viviamo e moriamo noi. Puoi vederlo libero cittadino ed egli può vederti schiavo.
Lo schiavo non è chi ha la catena al piede, ma chi non riesce più a immaginare una vita in libertà.