Un capo, una persona, significano un padrone e milioni di schiavi.- Albert Camus
Un capo, una persona, significano un padrone e milioni di schiavi.
Quello che conta tra amici non è ciò che si dice, ma quello che non occorre dire.
Nel mondo assurdo, il valore di una nozione o di una vita viene misurato in base alla sua infecondità.
Quando non si ha carattere, bisogna pure darsi un metodo.
I martiri non costruiscono le chiese, bensì sono punti di riferimento oppure un alibi. Sono seguiti da preti e da bigotti.
Non c'è destino che non si vinca con il disprezzo.
Togliere le catene agli schiavi è facile, ma liberarli è difficile.
Lo schiavo non è chi ha la catena al piede, ma chi non riesce più a immaginare una vita in libertà.
Rifiutando il concetto di schiavitù umana si arriva, per onestà intellettuale, ad ammettere anche l'ingiustizia della schiavitù nei riguardi degli animali.
Alla schiavitù più pulita è preferibile la morte più sozza.
Lo schiavo che ama la sua vita da schiavo ha una vita da schiavo?
Non è una vergogna essere schiavi: è una vergogna avere schiavi.
Re e preti, nel condannare la dottrina del suicidio, hanno voluto assicurare la durata della nostra schiavitù. Intendono tenerci chiusi in una cella senza uscita, come quello scellerato della Commedia di Dante che fa murare la porta della prigione dove era rinchiuso lo sventurato Ugolino.
La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori.
Lo schiavo è quello che aspetta qualcuno a liberarlo.
La schiavitù umana ha toccato il punto culminante alla nostra epoca sotto forma di lavoro liberamente salariato.