Sappiamo di dover morire, ma l'istinto di conservazione ci consiglia di dimenticarlo.- Joan Fuster
Sappiamo di dover morire, ma l'istinto di conservazione ci consiglia di dimenticarlo.
È difficile formulare una verità senza che essa appaia come un'insolenza.
Le lezioni più utili sono quelle da cui decidiamo di non trarre nessun profitto.
Forse non siamo mai tanto sinceri come quando fingiamo di esserlo.
I soli veri piaceri sono quelli inaspettati.
All'origine di ogni nostro innamoramento c'è un errore: avevamo scambiato la persona amata con un'altra.
La morte produce qualcosa di piacevole: le vedove.
Non ho paura della morte, ma di morire.
L'ambizione è la morte del pensiero.
Nessuno muore mai completamente, c'è sempre qualche cosa di lui che rimane vivo dentro di noi.
Se uno non vuole morire, non vuole vivere: la vita ci è stata data con la condizione della morte; noi avanziamo verso di essa.
Conoscevo un uomo che diceva "La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando".
Viviamo forse noi uomini per abolire la morte? No, viviamo per temerla e poi amarla e appunto per amor suo questo nostro po' di vita arde talvolta di luce così bella per qualche istante.
Crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere.
Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.
La morte è qualcosa di inevitabile. Quando un uomo ha fatto quello che ritiene il suo dovere per la sua gente e il suo paese, può riposare in pace. Credo di aver fatto quello sforzo ed è per questo che riposerò per l'eternità.