Non c'è alcuna legge nella storia, non più che in un caledoscopio.- John Ruskin
Non c'è alcuna legge nella storia, non più che in un caledoscopio.
I libri si dividono in due categorie: i libri per adesso e i libri per sempre.
Non c'è ricchezza tranne la vita.
L'uomo più ricco è quello che, avendo perfezionato le funzioni della propria vita al più alto grado possibile, ha anche la più vasta influenza, sia con la sua persona che con i suoi mezzi, nel soccorrere la vita altrui.
Lasciateci riformare la scuola, e troveremo anche qualche piccola riforma di cui le prigioni abbisognano.
L'industria dipende dalla volontà, non dal capitale.
In assenza di pianificazione, la legge della giungla prevarrebbe.
A vergogna degli uomini, si sa che le leggi del gioco sono le sole che dappertutto siano giuste, chiare, inviolabili e osservate.
Una stessa legge per il leone e per il bue è oppressione.
Non è vera né buona legge quella che non ha per madre la Sofia e per padre l'Intelletto razionale.
La legge è fatta per la protezione dei bricconi.
Le leggi ottime sono le poche e brevi che s'accordano al costume del popolo e al bene comune. Le leggi tiranniche sono molti lacciuoli che ad uno o a pochi sono utili, e non s'accordano col costume pubblico, purché crescano gli pochi autori di esse.
La legge è il consenso di tutti scritto e promulgato per il ben comune.
Per dare savie leggi a un popolo bisogna essere anche un poco artisti.
Fra due leggi opposte, tra due stabilimenti di usanze che hanno inconvenienti e vantaggi, bisogna consultar quale origine abbiano in natura e limitarli coi limiti fissati dalla natura medesima. Esempio il pensiero della posterità che le leggi limiteranno a sufficienza a due o tre generazioni.
Ogni legge è inutile e anche fatale, se la nazione non è degna della legge e fatta per la legge.