L'odio che parla solo attraverso gli sguardi, è sofferenza.- Karl Kraus
L'odio che parla solo attraverso gli sguardi, è sofferenza.
Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo.
Le satire che il censore capisce vengono giustamente proibite.
Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di qualcuno un giornalista.
Due non si sono sposati: da allora vivono in reciproca vedovanza.
Ci sono certi scrittori che riescono ad esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.
In pista non esiste bianco o nero, ma solo veloce o lento. Non conta nient'altro. Né il colore, né il denaro e neanche l'odio.
L'odio come impulso non è cattivo, vuole costringerci a liberarci dell'altro e a crearci uno spazio nostro, nel quale possiamo vivere.
L'odio non rende soltanto ciechi e sordi, ma anche incredibilmente sciocchi.
Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare, e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l'amore, per il cuore umano, è più naturale dell'odio.
L'odio è il rimpianto del perduto amore.
L'odio è la nostra protesta contro l'«impossibilità» d'amore.
Dove finisce l'amore, comincia l'odio.
L'odio è un veleno prezioso più caro di quello dei Borgia; perché è fatto con il nostro sangue, la nostra salute, il nostro sonno e due terzi del nostro amore.
Nello spirito della rivolta c'è un odio o disprezzo di principio per l'umanità. Temo che il ribelle non sarà mai capace di nutrire per coloro che ama un amore altrettanto grande dell'odio che nutre per coloro che odia.
Sono scevro da qualsiasi pregiudizio. Odio tutti allo stesso modo.