L'emancipazione della classe lavoratrice deve essere opera della classe lavoratrice stessa.- Karl Marx
L'emancipazione della classe lavoratrice deve essere opera della classe lavoratrice stessa.
Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse.
I filosofi si sono limitati a interpretare in modi diversi il mondo; si tratta ora di trasformarlo.
In linea di principio un facchino differisce da un filosofo meno che un mastino da un levriero. È la divisione del lavoro che ha creato un abisso tra l'uno e l'altro.
Con la messa in valore del mondo delle cose cresce in rapporto diretto la svalutazione del mondo degli uomini. Il lavoro non produce soltanto merci; esso produce se stesso e il lavoratore come una merce.
L'umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere, perché, a considerare le cose da vicino, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono già o almeno sono in formazione.
In qualunque mestiere, in qualunque professione è bene tenere conto di questo: chi lavora egoisticamente non arriva a niente. Chi lavora altruisticamente se lo ritrova, il lavoro fatto.
Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.
Non è un piacere stare a osservare il lavoro umano quando questo è ancora fatica, maledizione e schiavitù.
Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio.
Il lavoro rivela il carattere delle persone: alcuni si tirano le maniche, altri girano al largo e altri ancora non si fanno proprio vedere.
La tecnologia non si è tanto sostituita al lavoro, quanto piuttosto ha allontanato i lavoratori dai processi produttivi.
L'autore loda il suo lavoro.
Non esistono surrogati del duro lavoro.
Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.