La rivoluzione è la festa degli oppressi e degli sfruttati.- Lenin
La rivoluzione è la festa degli oppressi e degli sfruttati.
La matematica può esplorare la quarta dimensione e il mondo di ciò che è possibile, ma lo zar può essere rovesciato solo nella terza dimensione.
Lo Stato è la violenza sociale organizzata.
Il socialismo nacque direttamente dal capitalismo: esso è calcolo, sorveglianza, controllo. Il comunismo deve nascere dal socialismo: gli è superiore.
Colui che attende una rivoluzione sociale pura non la vedrà mai, egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera rivoluzione.
L'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli.
Per fare una frittata bisogna rompere delle uova.
Ogni grande impresa richiede passione e la rivoluzione richiede passione e audacia in grandi dosi.
Nessun vero rivoluzionario muore invano.
Le grandi rivoluzioni d'ordine spirituale, che mutarono l'aspetto del mondo, si possono solo pensare e realizzare quali lotte titaniche di singole figure, non mai quali imprese di coalizione.
Quelli della generazione del sessantotto pensavano che la rivoluzione fosse un caffè istantaneo.
Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all'irata protesta del popolo contro l'oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell'ombra e nella miseria.
In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore.
Le rivoluzioni nascono dalla cima. Sono causate da ciò che vi è di marcio alla cima.
Gli inferiori si ribellano per poter essere uguali e gli uguali per poter essere superiori. È questo lo stato d'animo da cui nascono le rivoluzioni.