La rivoluzione è la festa degli oppressi e degli sfruttati.- Lenin
La rivoluzione è la festa degli oppressi e degli sfruttati.
L'autorità avvelena chiunque l'assume su se stesso.
Lo Stato è la violenza sociale organizzata.
Il partito è la mente, l'onore e la coscienza della nostra epoca.
L'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli.
La rivoluzione è l'ispirazione frenetica della storia.
In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore.
Non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare in interiore homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.
La rivoluzione del mondo, passa attraverso la rivoluzione dell'individuo.
La rivoluzione consiste nell'amare un uomo che ancora non esiste.
Il rivoluzionario crede nell'uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell'essere umano, non è rivoluzionario.
La rivoluzione non è una mela che cade quando è matura. Devi farla cadere.
Per un vero rivoluzionario il pericolo più grave, fors'anche l'unico, è l'esagerazione rivoluzionaria.
Forse una rivoluzione potrà sì determinare l'affrancamento da un dispotismo personale e da un'oppressione avida di guadagno e di potere, ma mai una vera riforma del modo di pensare.