Lo Stato è la violenza sociale organizzata.- Lenin
Lo Stato è la violenza sociale organizzata.
La verità è sempre concreta.
La legge è una misura politica, anzi è politica.
Per fare una frittata bisogna rompere delle uova.
Per un vero rivoluzionario il pericolo più grave, fors'anche l'unico, è l'esagerazione rivoluzionaria.
Nessuna grande rivoluzione, come la storia dimostra, si è compiuta senza guerra civile.
Troppa debolezza o troppa violenza nuociono: bisogna congiungere fermezza alla moderazione.
La violenza è una malattia, una malattia che danneggia tutti coloro che lo usano, indipendentemente dalla causa.
La forza conquista ogni cosa, ma le sue vittorie sono di breve durata.
La violenza va sempre rifiutata, perché a farne le spese è poi la gente comune.
Si fa un gran parlare della violenza in televisione che genera a sua volta violenza nelle strade. Beh!, i programmi comici si sprecano in TV: il che provoca forse un aumento della comicità per le strade?
Chi lavora con l'ascia non può fare se non lavori grossi. Le operazioni più delicate della vita non si possono eseguire con ira e con violenza.
Anche un manganello può indicare la via.
Proprio come, nell'esercitarsi alla violenza, si deve imparare l'arte di uccidere, così si deve imparare l'arte di morire nell'addestrarsi alla nonviolenza.
Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? E perché non un villaggio? una città, un paese, un mondo non violento?
Bisognerà che penetriamo in profondità più fonde dei cieli, e che diventiamo più vecchi de' primissimi angeli, prima di poter sentire, sia pur nelle vibrazioni minime, l'immortale violenza di quella duplice passione con la quale Dio ama e odia il mondo.