Alla storia non si chiede né il numero dei morti né il costo delle grandi imprese!- Leo Longanesi
Alla storia non si chiede né il numero dei morti né il costo delle grandi imprese!
La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia.
Le nostre esperienze ci seguono; le nostre antipatie ci precedono.
Distratta, indolente, prudente, la nostra borghesia ama i suoi figli viziati e ribelli.
Il tempo di trascorrere il tempo, è l'arte di non inseguirlo.
La famiglia è uno stato che riceve autorità dalla noia, dalle convenienze e dalla paura di morir soli in casa.
Il fascino della storia, come quello del mare, risiede in ciò che cancella: l'onda che sopraggiunge fa sparire dalla sabbia la traccia della precedente.
La logica della storia è distruttiva come gli uomini che produce: e dovunque tende la sua forza di gravità, riproduce l'equivalente del male passato. Normale è la morte.
La storia non deve essere presentata come un'accumulazione di risultati conseguiti o come una mera esposizione di avvenimenti, ma come una poderosa realtà in azione.
Gli Stati Uniti non hanno niente a che fare con la decisione di combattere da parte di queste persone. Ma saremo condannati dalla storia se li lasciamo combattere solo con le pietre.
La storia è spesso il risultato di una mancanza di riflessione. È il frutto bastardo della stupidità umana, parto dello smarrimento, dell'idiozia e della pazzia.
La storia del mondo è la storia della lotta delle potenze marittime contro le potenze terrestri e delle potenze terrestri contro le potenze marittime.
La storia del mondo non è altro che la biografia di grandi uomini.
Condannatemi, non importa, la storia mi assolverà.
Gli anni di storia personale sono come i secoli tempestosi, tristi, demoniaci della Storia universale. Passati tumultuosi, come se fossero i ricordi, come se fossero la memoria del mondo, mi separano e ci separano dall'inizio.
I giornali arrivavano con tale ritardo che, più che notizie, portavano storia.