Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa.- Leo Longanesi
Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa.
Il tempo di trascorrere il tempo, è l'arte di non inseguirlo.
L'amore è attesa di una gioia che quando arriva annoia.
I difetti degli altri assomigliano troppo ai nostri.
Chi rompe non paga e si siede al governo.
Le nostre esperienze ci seguono; le nostre antipatie ci precedono.
Un giornalista non si deve schierare. I giornalisti hanno una funzione simile a quella dei giudici.
Il giornalismo è anche dominato dagli eventi. È dominato giustamente dalle notizie. Spesso si ritorna a parlare di una situazione, di un Paese, di un'emergenza, grazie o in conseguenza di una notizia, di un episodio.
La moltitudine dei giornali è la letteratura e la tirannide degl'ignoranti.
Se le parole sono state inventate per nascondere il pensiero, allora i giornali sono un grande miglioramento di una pessima invenzione.
Il giornalismo è un mestiere che amo, quindi anche i sacrifici mi sembrano tollerabili.
Forse per questo tanti giornalisti diventano arroganti e presuntuosi da vecchi: per le umiliazioni che hanno dovuto ingoiare all'inizio del mestiere.
Il giornalista è uno storico del presente, ma non sempre i buoni libri di storia si scrivono in un giorno, spesse volte in un'ora, spesse volte in un minuto.
Vengo dalla scuola di giornalismo di Giovanni Minoli in cui essere bravi e preparati è il punto di partenza.
Non invento i miei libri: saccheggio storie dai giornali o ascolto con orecchio attento le vicende degli amici. Da questi spunti poi i miei personaggi emergono da soli, con naturalezza.
Tu dici che Hailè Selassiè era un dittatore... allora io ti chiedo: è vero che gli italiani mangiano solo pizza e sono tutti mafiosi? Perché è questo ciò che scrivono i giornali. Non credere a tutto quello che i giornali scrivono.