I ricordi si interpretano come i sogni.- Leo Longanesi
I ricordi si interpretano come i sogni.
Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.
Quanti milioni di alberi si sarebbero potuti salvare se, invece di scrivere un brutto romanzo, molti scrittori si fossero accontentati di un solo aforisma.
Non pagare i debiti, ma versare grosse lagrime di acconto ai creditori.
Che cosa fa il papa? Si domandano alcuni. "Che cosa può fare il papa", rispondono altri. Nessuno pensa che il papa ha troppe cose da perdere per essere un vero papa.
Certo, la nostra coscienza è un grande impedimento, ma poi ci si accorda sempre con lei, come col fisco.
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.
Il ricordo è un modo di incontrarsi.
Chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.
I ricordi sono voli brevi, barbaglianti: ma il pipistrello che hai abbattuto è la realtà.
Chi non ricorda, non vive.
Che cosa sono i ricordi? Troppe volte la tisi dell'anima.
I nostri ricordi sono schedari consultati e poi restituiti in disordine da autorità che noi non controlliamo.
Il ricordo ci lega a una parte consumata della nostra vita.
Il ricordo è una forma di incontro.