La memoria dei beni fatti, appresso l'ingratitudine, è fragile.- Leonardo da Vinci
La memoria dei beni fatti, appresso l'ingratitudine, è fragile.
No' si volta chi a stella è fisso.
Questo per isperienza è provato, che chi non si fida mai sarà ingannato.
La natura pare qui in molti o di molti animali stata più presto crudele matrigna che madre e d'alcuni non matrigna ma pietosa madre.
La nostra vita scaturisce dalla morte degli altri.
La rete, che soleva pigliare li pesci, fu presa e portata via dal furor de' pesci.
Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.
L'ingratitudine è il primo dovere di un principe.
Nella maggioranza degli uomini la gratitudine è solo un desiderio velato di ricevere benefici maggiori.
Noi siamo facili a chiedere, ma non a ringraziare.
La gioia è la più semplice forma di gratitudine.
Vorrei ringraziare il buon Dio per avermi fatto Yankee.
La gratitudine non è soltanto la principale virtù, ma anche la madre di tutte le altre.
Quando ci si sente obbligati ad esprimere la propria gratitudine, si perde la metà della sua gioia.
L'ingratitudine è un modo come un altro per pagare i debiti. Ed è il preferito perché costa meno.