Non mi sazio di servire.- Leonardo da Vinci
Non mi sazio di servire.
Due debolezze che si sostengono una contro l'altra creano una forza. Ecco perché una metà del mondo, sostenendo l'altra metà, la rafforza.
Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire.
A torto si lamentano li omini della innocente esperienzia, quella accusando di fallacie e di bugiarde dimonstrazioni.
Chi più possiede, più debbe temere di non perdere.
Dispregiando uno vecchio pubblicamente un giovane, mostrando aldacemente non temer quello, onde il giovane li rispuose che la sua lunga età li faceva migliore scudo che la lingua o la forza.
Forse che Blacky è meno uomo perché non si è mai sposato e non ha avuto figli e non ha obbedito all'ingiunzione della natura di moltiplicare cadaveri di se stesso?
Due sono le caratteristiche umane molto diffuse cui va addebitato il fatto che gli ordinamenti civili possono essere mantenuti solo tramite una certa misura di coercizione: gli uomini non amano spontaneamente il lavoro e le argomentazioni non possono nulla contro le loro passioni.
Le passioni non sono capaci né di servire né di comandare.
È più facile, di gran lunga più facile, obbedire a un altro che comandare a se stesso.
Invece di adattamento, non sarebbe meglio parlare di sottomissione?
Come l'ago del grammofono segue le vibrazioni più sottili, invisibili del disco, così l'anima deve obbedire allo Spirito Santo.
La lezione più difficile da imparare per un soldato è ubbidire agli ordini che ritiene sbagliati.
Se comandi saggiamente, verrai obbedito gioiosamente.
La morte è soprattutto povertà, ma anche obbedienza e castità.
L'ubbidienza è la fame di essere nelle mani di Dio.