Non bisogna essere superstiziosi. Oltre tutto porta male.- Luciano De Crescenzo
Non bisogna essere superstiziosi. Oltre tutto porta male.
Spesso fa più male la paura di morire che la morte.
Cominciamo dai più piccoli, dai ragazzini delle elementari, e spieghiamo loro che cos'è il rispetto verso i deboli. Chissà che col tempo non diminuiscano anche gli stupri.
Non è l'individuo a creare il disordine, ma è l'ambiente a favorirlo.
Il passato è la memoria, il futuro è la speranza e il presente è l'intuizione.
Tutti vorremmo avere sia l'amore sia la libertà, ma quando otteniamo il primo perdiamo la seconda.
Quando cala la fede aumenta la superstizione.
Verrà il tempo nel quale si adempirà la profezia di Lichtenberg, nel quale la fede in un Dio razionalistico verrà considerata superstizione, proprio come ora è già considerata superstizione la fede in un Dio di carne, miracoloso, cioè nel Dio cristiano.
È possibile il caso, e non punto infrequente, che una superstizione sia più giovevole che la verità scientifica che la condanna.
Se gli uomini fossero in grado di governare secondo un preciso disegno tutte le circostanze della loro vita, o se la fortuna fosse loro sempre favorevole, essi non sarebbero schiavi della superstizione.
L'unica cosa che penso della superstizione è che porta male essere indietro alla fine della partita.
La superstizione fa più ingiuria a Dio dell'ateismo.
Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.
La superstizione sta alla religione come l'astrologia all'astronomia, la figlia folle di una madre molto saggia.
La superstizione assorbe quasi sempre le attenzioni, l'ammirazione e le finanze dei popoli. Essi hanno una religione molto costosa; ma non hanno denaro, né istruzione, né virtù, né felicità.