L'ingegno può coesistere con le superstizioni più grossolane.- Paul Valéry
L'ingegno può coesistere con le superstizioni più grossolane.
Gli esseri sensibili non hanno voce potente, o meglio non gridano. Più quel che dicono li tocca, più l'abbassano.
Il bisogno del nuovo è indice di stanchezza o di fragilità della mente, che reclama ciò che le manca. Non c'è nulla, infatti, che non sia nuovo.
Non sempre io sono del mio parere.
L'Europa diventerà quello che in realtà è, cioè un piccolo promontorio del continente asiatico?
Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.
Verrà il tempo nel quale si adempirà la profezia di Lichtenberg, nel quale la fede in un Dio razionalistico verrà considerata superstizione, proprio come ora è già considerata superstizione la fede in un Dio di carne, miracoloso, cioè nel Dio cristiano.
La superstizione assorbe quasi sempre le attenzioni, l'ammirazione e le finanze dei popoli. Essi hanno una religione molto costosa; ma non hanno denaro, né istruzione, né virtù, né felicità.
La superstizione è un'insana paura di Dio.
La superstizione è, in fondo, la più tangibile delle fedi.
Io non credo nella magia, sono soltanto un mucchio di stupide superstizioni.
E' dunque il timore la causa che genera, mantiene ed alimenta la superstizione.
Quando cala la fede aumenta la superstizione.
Certamente felice sarebbe la nostra età, se potessimo vedere la religione stessa libera anche da ogni superstizione.
La superstizione fa più ingiuria a Dio dell'ateismo.
Esporsi al giudizio di una comunità è un atto nobile e umile, ma se la comunità è così fortemente dominata dalla menzogna e dalla superstizione, quanto vale il suo giudizio? Antigone ebbe il privilegio di ribellarsi alle leggi. Ma come ci si ribella all' illegalità?