La superstizione è un'insana paura di Dio.- Marco Tullio Cicerone
La superstizione è un'insana paura di Dio.
Grave è il peso della propria coscienza.
Bisogna mangiare insieme molti moggi di sale, perché si sia soddisfatto al dovere dell'amicizia.
Non c'è male all'infuori della colpa.
C'è malvagità in un'intenzione malvagia, anche se l'atto non viene perpetrato.
Bisogna scegliere chi si vuole amare.
Se gli uomini fossero in grado di governare secondo un preciso disegno tutte le circostanze della loro vita, o se la fortuna fosse loro sempre favorevole, essi non sarebbero schiavi della superstizione.
La superstizione mette il mondo intero in fiamme, la filosofia le spegne.
La superstizione reca in sé qualche immagine della pusillanimità.
Le superstizioni sono la vera religione del popolo, mica il cattolicesimo o l'islamismo!
Io non credo nella magia, sono soltanto un mucchio di stupide superstizioni.
La superstizione assorbe quasi sempre le attenzioni, l'ammirazione e le finanze dei popoli. Essi hanno una religione molto costosa; ma non hanno denaro, né istruzione, né virtù, né felicità.
Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.
Certamente felice sarebbe la nostra età, se potessimo vedere la religione stessa libera anche da ogni superstizione.
Quando cala la fede aumenta la superstizione.
La superstizione porta sfortuna.