La superstizione è un'insana paura di Dio.- Marco Tullio Cicerone
La superstizione è un'insana paura di Dio.
Quali sono nello stato i capi, tali sono gli altri cittadini.
Un amico, se lo è, è un secondo io.
Priva l'amicizia del suo più bell'ornamento chi la priva del rispetto.
Nulla di tanto assurdo può essere detto che non venga sostenuto da qualche filosofo.
Gli uomini non capiscono che l'economia è una grande rendita.
La superstizione sta alla religione come l'astrologia all'astronomia, la figlia folle di una madre molto saggia.
Ogni superstizione è sempre odiosa e gravosa.
La superstizione è, in fondo, la più tangibile delle fedi.
Nessuno è più superstizioso degli scettici.
Allora dico che lei è un 27enne vergine imbottito di letture che gode a tenere le mani a vecchie signore superstiziose alle quali promette l'eternità.
È una delle superstizioni dello spirito umano avere immaginato che la verginità potesse essere una virtù.
La superstizione sembra stabilire che è buono quel che procura Tristezza e, viceversa, cattivo quel che procura Gioia.
La superstizione è sostenuta esclusivamente dalla speranza, dall'Odio, dall'ira e dall'inganno, dato che essa trae la sua origine non dalla ragione, ma dalla sola sensibilità e per di più da una appassionata sensibilità.
Le superstizioni sono la vera religione del popolo, mica il cattolicesimo o l'islamismo!
La superstizione è la religione degli spiriti deboli.