Indica ma non vendica i nostri affanni il pianto.- Lucio Anneo Seneca
Indica ma non vendica i nostri affanni il pianto.
Certe volte sentiamo dire da un ignorante: "Questo me lo aspettavo"; il saggio si aspetta tutto; qualunque cosa gli capiti, dice: "Me l'aspettavo."
Poichè sarebbe troppo faticoso avere tutti amici, basta non avere troppi nemici.
È naturale ammirare più le cose nuove che le grandi.
La vita è tanto breve, e noi la rendiamo ancora più breve con la nostra incostanza, ricominciandola di continuo ora in un modo, ora in un altro: la riduciamo in pezzi e la laceriamo.
La vera felicità risiede nella virtù.
Nella vendetta e nell'amore la donna è più barbarica dell'uomo.
La vendetta - si dice - è un piatto da servire freddo. Purché poi si abbia ancora appetito.
La sete di vendetta cambia una persona. La spinge a compiere azioni che pensava di non essere in grado di fare.
Li uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere; perché si vendicano delle leggieri offese, delle gravi non possono: sí che l'offesa che si fa all'uomo debbe essere in modo che la non tema la vendetta.
È tanto più facile ricambiare l'offesa che il beneficio: perché la gratitudine pesa, mentre la vendetta reca profitto.
Maledetta sia la vendetta, e se massacrano il mio fratello prediletto non voglio vendetta, voglio altri uomini.
La giustizia è armonia, la vendetta serve solo a farti sentire meglio. Per questo abbiamo un sistema imparziale.
Le persone intelligenti non disprezzano nessuno, perché sanno che nessuno è tanto debole da non potersi vendicare, se subisce un'offesa.
Il disprezzo è la forma più sottile di vendetta.
Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio, padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa,... e avrò la mia vendetta, in questa vita o nell'altra.