L'essere assoluto, il Dio dell'uomo, è l'essere stesso dell'uomo.- Ludwig Feuerbach
L'essere assoluto, il Dio dell'uomo, è l'essere stesso dell'uomo.
Quanto più la sensualità viene negata, tanto più sensuale è il dio a cui si sacrifica la sensualità.
Nella preghiera io trascino Dio nella miseria umana, lo faccio partecipe delle mie sofferenze e dei miei bisogni. Dio non è sordo ai miei lamenti mi esaudisce e ha compassione di me. Dio ama l'uomo, ossia soffre delle sventure dell'uomo.
Porre alcunché in Dio, o derivare alcunché da Dio, null'altro significa che sottrarlo al controllo della ragione, significa porre alcunché come indubitabile, come inviolabile, come santo, senza volerne spiegare il perché.
L'uomo è il principio della religione, l'uomo è il centro della religione, l'uomo il fine della religione.
Solo nell'origine si può riconoscere la vera natura di una cosa. Dapprima l'uomo inconsapevolmente e involontariamente crea Dio secondo la propria immagine e, solo allora, questo Dio a sua volta consapevolmente e volontariamente torna a creare l'uomo secondo la propria immagine.
Credere in Dio è come accusare qualcuno senza prove.
Caso è lo pseudonimo di Dio quando non vuole firmare.
La sostanza che intendiamo essere per sé sommamente perfetta e nella quale non concepiamo assolutamente nulla che implichi un qualche difetto o limite di perfezione, si chiama Dio.
Essere non comporta necessariamente l'esistere: Dio non esiste ma è.
Se nessuno crede più in Dio, tutti credono sempre più nell'uomo.
Qui c'è troppa puzza di dio!
L'impotenza di Dio è infinita.
Meno credo in Dio più ne parlo.
L'essere più antico è Dio, perché increato.
Dio non è altro che la figurazione di quell'Ideale di amore, di giustizia, di pace che è in cima di tutte le umane aspirazioni. Far dipendere la morale da Dio è come farla dipendere da sé stessa.