Conoscere per deliberare.- Luigi Einaudi
Conoscere per deliberare.
I nazionalisti sono il veleno delle nazioni.
Amante del paradosso è colui il quale ricerca e scopre la verità esponendola in modo da irritare l'opinione comune, costringendola a riflettere e a vergognarsi di se stessa e della supina inconsapevole accettazione di errori volgari.
Nella vita delle nazioni, di solito, l'errore di non saper cogliere l'attimo fuggente è irreparabile.
Comandare è una cosa, altro è ottenere che quella cosa si faccia.
Giustizia non esiste là dove non vi è libertà.
Il filosofo non riposa, non vive quoquo modo secondo i dettami del rito questa vita, nella speranza d'un'altra eterna in Dio, ma vuole la sua propria vita libera, la vita della conoscenza.
Conoscersi significa errare e l'oracolo che ha detto "Conosci te stesso" ha proposto un compito più grave delle fatiche di Ercole e un enigma più oscuro di quello della Sfinge.
Chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di conoscenza degli oggetti in quanto questa deve esser possibile a priori.
Non merita di essere conosciuto se non ciò che può non essere insegnato.
Fede e conoscenza rinchiuse nella medesima testa non vanno d'accordo; ci stanno come un lupo e una pecora chiusi nella medesima gabbia: e la conoscenza è il lupo che minaccia di divorare la vicina.
Per conoscere, anche poco, se stessi, bisogna conoscere a fondo gli altri.
Per conoscere la strada che hai di fronte, chiedi a chi è sulla via del ritorno.
Non si ama più abbastanza la propria conoscenza, appena la si comunica.
Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta.
E' impossibile conoscere gli uomini senza conoscere la forza delle parole.