È bene confessare i propri errori. Ci si ritrova più forti.- Gandhi
È bene confessare i propri errori. Ci si ritrova più forti.
Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c'è tra seme e albero.
Non volendo pensare a quello che mi porterà il domani, mi sento libero come un uccello.
Dovunque c'è verità deve essere data con amore, o il messaggio e il messaggero verranno rifiutati.
Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia.
Il silenzio delle labbra cucite non è silenzio. Si può raggiungere lo stesso risultato tagliandosi la lingua, ma nemmeno quello sarebbe silenzio. È silenzioso colui che, potendo parlare, non proferisce alcuna parola inutile.
La forza è un aspetto della mente preparata.
La vita all'università con le sue discussioni intellettuali ed inconcludenti a livello post-laurea è nel suo complesso un cattivo addestramento al mondo reale. Solo gli uomini dal carattere davvero forte sormontano questo handicap.
Tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza, ma espressione di forza e di determinazione.
L'uomo più forte è quello che resiste di più da solo.
In verità, non esiste godimento se non nell'uso e sentimento delle proprie forze, e il maggior dolore è la riconosciuta mancanza di forze, là dove se n'avrebbe bisogno.
Se la propria forza consiste solo nella debolezza altrui, si vive nella paura.
La forza conquista tutto, ma le sue vittorie hanno vita breve.
La forza del carattere è soltanto debolezza di sentimenti.
Non bisogna mai fare società con i più forti e i più furbi perché il debole o l'ingenuo ne uscirà sempre con le ossa rotte.
Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.