Tale è la forza dell'abitudine che ci si abitua perfino a vivere.- Gesualdo Bufalino
Tale è la forza dell'abitudine che ci si abitua perfino a vivere.
Credo che in due occasioni di compleanno ci si sente improvvisamente decrepiti: a diciannove anni e a cinquanta.
Ogni sguardo dello scrittore diventa visione, e viceversa: ogni visione diventa uno sguardo.
Scrivo poesie che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo.
La vecchiaia comincia il giorno in cui, invece di scrivere a una donna, le telefoniamo.
Un teatro era il paese, un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia. E come odorava di gelsomino sul far della sera. Non finirei mai di parlarne, di ritornare a specchiarmi in un così tenero miraggio di lontananze.
Un'abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.
Noi siamo abituati a scendere a patti con la realtà per acquistare un ruolo. Svendiamo i nostri sensi per trovare un gesto. Rinunciamo alla capacità di sentire e in cambio otteniamo una maschera.
Nelle nostre azioni abituali di mille non ce n'è una sola che riguardi noi stessi e la nostra condizione.
Anche l'abitudine contribuisce a far diventare vecchi; il processo mortale di fare la stessa cosa allo stesso modo alla stessa ora giorno dopo giorno, prima per trascuratezza, poi per inclinazione, e infine per codardia o inerzia.
L'abitudine è una grande sordina.
É più facile rinunciare ad un sentimento che perdere un'abitudine.
L'abitudine si vince con l'abitudine.
La libertà quando comincia a mettere radici è una pianta di rapida crescita.