Niente è più forte dell'abitudine.- Ovidio
Niente è più forte dell'abitudine.
Le infelicità spesso suscitano l'ingegno umano ad operare.
Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione.
Nell'amore non bisogna mai affrettare il piacere.
Un tempo era grande il rispetto per una testa ricoperta di capelli bianchi.
Erra chi pensa che soltanto all'uomo premuroso dei campi e ai marinai tocchi guardare il cielo e la stagione; ché non si può affidare ciecamente la semente alla terra ingannatrice, né la concava poppa ai verdi flutti.
Nulla di ciò che è per natura può assumere abitudini ad essa contrarie: per esempio, la pietra che per natura si porta verso il basso non può abituarsi a portarsi verso l'alto, neppure se si volesse abituarla gettandola in alto infinite volte.
L'abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose.
Si fa l'abitudine a tutto, anche al continuo peggioramento di ciò che già era ai limiti della sopportazione.
La costanza di un'abitudine è di solito proporzionale alla sua assurdità.
L'abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni fibra di noi s'è adeguata, ogni gesto s'è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.
Nelle nostre azioni abituali di mille non ce n'è una sola che riguardi noi stessi e la nostra condizione.
L'abitudine viene spesso scambiata per amore.
L'abitudine è una grande sordina.
Se l'abitudine è una seconda natura, ci impedisce di conoscere la prima, della quale non ha né la crudeltà, né gli incanti.
Non nella novità, ma nell'abitudine troviamo i piaceri più grandi.