L'abitudine è una grande sordina.- Samuel Beckett
L'abitudine è una grande sordina.
A forza di chiamare questa cosa la mia vita finirò per crederci. È il principio della pubblicità.
La vita, si direbbe, è fatta di recidive e anche la morte dev'essere una specie di recidiva.
La speranza è la disposizione infernale per eccellenza, contrariamente a ciò che si è potuto credere fino ad oggi.
Conosco quelle piccole frasi che hanno l'aria di niente e che, una volta consentite, vi possono appestare tutta una lingua.
Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano.
Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno.
Prendi la direzione opposta all'abitudine e quasi sempre farai bene.
Gli uomini si abituano a tutto con una spaventevole rapidità.
Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini. Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte pensando al caffè dove andava a giocare tutte le sere la sua partita a domino.
Tutte le abitudini diventano una seconda natura, quando si tengono a lungo le finestre tappate si finisce per amare il puzzo più dell'aria fresca.
A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini.
Noi siamo abituati a scendere a patti con la realtà per acquistare un ruolo. Svendiamo i nostri sensi per trovare un gesto. Rinunciamo alla capacità di sentire e in cambio otteniamo una maschera.
Tale è la forza dell'abitudine che ci si abitua perfino a vivere.
Si cambia più facilmente religione che caffè.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.