È grande la forza dell'abitudine.- Marco Tullio Cicerone
È grande la forza dell'abitudine.
Nei dissensi civili, quando i buoni valgono più dei molti, i cittadini si devono pesare e non contare.
La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.
La pazienza è meglio del coraggio perché sa sopportare i mali che non si possono evitare.
Nulla c'è che Dio non possa fare.
L'amico certo si riconosce nei pericoli.
L'abitudine è mezza padrona del mondo. "Così faceva mio padre" è sempre una delle grandi forze che guidano il mondo.
Le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.
Abitudine. All'inizio il filo di una ragnatela, poi un cavo.
L'abitudine è in qualche modo simile alla natura, giacché "spesso" e "sempre" sono vicini; la natura è di ciò che è sempre, l'abitudine di ciò che è spesso.
Scacciamo per sempre da noi le cattive abitudini come se fossero uomini malvagi che ci hanno nuociuto per molto tempo.
Forme pietrificate e ormai irriconoscibili della nostra prima felicità, del nostro primo orrore, queste sono le abitudini.
Gli uomini si abituano a tutto con una spaventevole rapidità.
Nulla di ciò che è per natura può assumere abitudini ad essa contrarie: per esempio, la pietra che per natura si porta verso il basso non può abituarsi a portarsi verso l'alto, neppure se si volesse abituarla gettandola in alto infinite volte.
Noi siamo abituati a scendere a patti con la realtà per acquistare un ruolo. Svendiamo i nostri sensi per trovare un gesto. Rinunciamo alla capacità di sentire e in cambio otteniamo una maschera.
L'abitudine è un mostro che consuma e distrugge tutti i sentimenti, tutte le inclinazioni. Allo stesso modo è un angelo in tutto ciò che dà inaspettatamente alle azioni buone e virtuose una facilità, una sembianza naturale, che le fa credere innate nell'uomo.