L'abitudine è una seconda natura che distrugge la prima.- Blaise Pascal
L'abitudine è una seconda natura che distrugge la prima.
Il silenzio è la più grande persecuzione, ma i santi hanno taciuto.
Le cose umane bisogna capirle per amarle, le cose divine bisogna amarle per capirle.
L'immaginazione ingrandisce i piccoli oggetti fino a riempirne la nostra anima con una valutazione fantasiosa, mentre con temeraria insolenza rimpicciolisce i grandi riducendoli alla propria misura, come quando parla di Dio.
Gli animali non si ammirano a vicenda, un cavallo non ammira il suo compagno.
Alcuni parlano bene ma non scrivono bene. Il fatto è che il luogo e il pubblico li scaldano e sollecitano dalla loro anima più di quanto, senza questo calore, vi troverebbero.
Si fa l'abitudine a tutto, anche al continuo peggioramento di ciò che già era ai limiti della sopportazione.
L'abitudine è, fra tutte le piante umane, quella che ha meno bisogno di un suolo nutritivo per vivere e la prima a spuntare sulla roccia apparentemente più desolata.
Si cambia più facilmente religione che caffè.
L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
La libertà quando comincia a mettere radici è una pianta di rapida crescita.
Se non ci fosse l'abitudine, la vita dovrebbe apparire deliziosa a esseri che vivono nella continua minaccia della morte, cioè a tutti gli uomini.
La costanza di un'abitudine è di solito proporzionale alla sua assurdità.
L'abitudine è un abito che, indossato da giovani, ci rifiutiamo di togliere vita natural durante.
Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini. Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte pensando al caffè dove andava a giocare tutte le sere la sua partita a domino.
Le vecchie abitudini, anche se cattive, turbano meno delle cose nuove e inconsuete. Tuttavia, talvolta è necessario cambiare, passando gradualmente alle cose inconsuete.