L'abitudine si vince con l'abitudine.- Tommaso da Kempis
L'abitudine si vince con l'abitudine.
Porta con gioia la tua croce e quella porterà te.
Una volta sottratto agli occhi passa presto anche dalla mente.
L'unico sovrano prudente è quello che ha appreso a obbedire di buon grado.
Le avversità non rendono l'uomo debole ma mostrano la forza che ha.
Nelle cose essenziali, unità; nel dubbio, libertà; in tutte le cose, carità.
Ci si rammarica della perdita delle peggiori abitudini, forse più di ogni altra cosa. Sono in effetti una parte così essenziale della nostra personalità.
Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini. Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte pensando al caffè dove andava a giocare tutte le sere la sua partita a domino.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Si cambia più facilmente religione che caffè.
Le viziose abitudini sono altrettante catene che ritengono l'uomo in una misera schiavitù. Guardisi dal contrarne veruna chi vuol conservare intera la sua libertà.
L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.
Un'abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità.
L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
Prendere un'abitudine è cominciare a cessare di essere.
Non cambierò di certo le mie abitudini o i miei comportamenti per paura. Neppure se il senso comune e l'opinione pubblica li condannassero.