L'abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose.- Esopo
L'abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose.
Gli dei aiutano quelli che si aiutano.
Stolto è chi rinuncia ai beni che già ha, nella speranza di ottenerne di maggiori.
Non si pesano sulla stessa bilancia le offese che si arrecano e quelle che si subiscono.
L'aspetto esteriore è un povero sostituto del valore interiore.
Uno viene giudicato in base agli amici che si sceglie.
La natura sbaglia raramente, l'abitudine spesso.
L'abitudine e il timore del nuovo sono ostacoli alla nostra crescita e ci fanno rimanere quelli di sempre con una vita piatta, insignificante e sempre uguale.
Certe abitudini si possono più facilmente troncare che moderare.
L'abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni fibra di noi s'è adeguata, ogni gesto s'è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.
Le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.
Se diventi schiavo dell'abitudine, lentamente ti spegni.
L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.
Forme pietrificate e ormai irriconoscibili della nostra prima felicità, del nostro primo orrore, queste sono le abitudini.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Tutte le abitudini diventano una seconda natura, quando si tengono a lungo le finestre tappate si finisce per amare il puzzo più dell'aria fresca.