Il debole non può mai perdonare. Il perdono è un attributo del forte.- Gandhi
Il debole non può mai perdonare. Il perdono è un attributo del forte.
Il momento in cui saremo riusciti a ripristinare una vera ed effettiva uguaglianza tra uomo e uomo, saremo in grado di istituire l'uguaglianza tra l'uomo e tutto il creato. Quando quel giorno verrà, avremo pace sulla terra e amicizia tra gli uomini.
La castità [...] deve crescere dal di dentro e per avere un qualche valore deve saper resistere ad ogni tentazione indesiderata.
È stolto essere troppo sicuri della propria saggezza. É salutare che ci ricordino che il più forte può indebolirsi e il più saggio può errare.
Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.
Il mio obiettivo è l'amicizia con il mondo intero, e io posso conciliare il massimo amore con la più severa opposizione all'ingiustizia.
L'innamorato è la persona più debole dell'universo perché la sua felicità dipende dalla presenza e dalla disponibilità della persona amata.
La debolezza è il solo difetto che non si saprebbe correggere.
Anche al più debole resta aperta un'ultima scelta...Un salto giù da questo ponte, e sono libera.
Amare significa correre il rischio più grande di tutti. Significa mettere il proprio futuro e la propria felicità nelle mani di un altro. Significa consentire a se stessi di fidarsi senza riserve. Significa accettare la vulnerabilità. Ed è per questo che ti amo.
Non bisogna mai minacciar chicchessia, perché è una debolezza da donna.
La mia debolezza... Qual è la mia debolezza? Dovrei pensarci. Probabilmente avrei lo stesso problema nel rispondere se mi chiedeste qual è la mia forza. E forse sono la stessa cosa.
Se il potere era un'illusione, non lo era anche necessariamente la debolezza?
Ecco una cosa grandiosa: avere la debolezza di un uomo e la tranquillità di un dio.
Confessare una debolezza è un gesto di superiorità che prima o poi metterà in condizione d'inferiorità.
Una scarsa identità innesca timori e regressioni, sospinge verso campanilismi, regionalismi, odi razziali: non è l'identità forte a generare dissesti ma quella debole a sospingere verso qualsiasi forma di identità, generalmente regressiva.