A partire da una certa età, i nostri amori, le nostre amanti, sono figli della nostra angoscia.- Marcel Proust
A partire da una certa età, i nostri amori, le nostre amanti, sono figli della nostra angoscia.
Dal momento in cui la gelosia è scoperta, essa è considerata da chi ne è oggetto come una diffidenza che legittima l'inganno.
La realtà non si forma che nella memoria.
Alla fine non c'è che il sadismo a dare un fondamento nella vita all'estetica del melodramma.
Come un uomo intelligente non ha paura di sembrare stupido a un altro uomo intelligente, così non da un gran signore, ma da un cafone l'uomo elegante teme di vedere misconosciuta la sua eleganza.
Tutte le decisioni definitive sono prese in uno stato d'animo che non è destinato a durare.
Un modo efficace per combattere l'angoscia è preoccuparsi meno di sé e più degli altri. Quando davvero comprendiamo le difficoltà degli altri, le nostre perdono di importanza.
Le angosce della nostra anima sono sempre cataclismi del cosmo. Quando ci arrivano, intorno a noi si perde il sole e si sconvolgono le stelle.
Considerare la nostra maggiore angoscia come un incidente senza importanza, non solo nella vita dell'universo, ma anche in quella della nostra stessa anima, è il principio della saggezza. Considerare questo in piena angoscia è la saggezza completa.
L'angoscia non vale niente come categoria filosofica. Non è la materia di cui si fa la filosofia, non più di quanto sia quella con cui si fanno gli scafandri.
L'angoscia religiosa è espressione dell'angoscia reale e protesta contro di essa.
Angoscia. Malattia che si contrae davanti al continuo spettacolo della prosperità di un amico.
La causa prima dell'angoscia è l'impossibilità di realizzare l'azione gratificante, e sottrarsi a una sofferenza con la fuga o la lotta è anch'esso un modo di gratificarsi, quindi di sfuggire all'angoscia.
L'angoscia si trasforma in delirio puro e semplice.
L'angoscia vera è fatta di noia.