Dio non è geloso dei suoi privilegi, non ne ha.- Maurice Zundel
Dio non è geloso dei suoi privilegi, non ne ha.
Dio è la nostra radice comune.
Se ci lasciamo portare dalla nostra biologia, siamo già morti, perché non c'è nessuna ragione di rivendicare una qualsiasi durata per la nostra biologia.
Non rischiamo niente mettendoci a disposizione di Dio: e poiché la sua giovinezza è immutabile, anche la nostra giovinezza si rinnoverà come quella della Chiesa.
Il vero bene comune degli uomini è l'uomo stesso.
Strana grandezza quella che dipende tutta dagli applausi di una folla imbecille!
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c'è stato per tanto tempo.
Credere in Dio è come accusare qualcuno senza prove.
L'uomo ha fama d'infante davanti al dio come il fanciullo davanti all'uomo.
La gloria di colui che tutto move per l' universo penetra e risplende in una parte più e meno altrove.
Crassa pigrizia quella per cui si chiama Dio tutto ciò che non si riesce a spiegare. Dio sarebbe la somma della nostra ignoranza?
Chi riesce a mantenere la propria anima orientata verso Dio mentre un chiodo la trafigge, si trova inchiodato al centro stesso dell'universo. È il vero centro, che non sta nel mezzo, che è fuori dello spazio e del tempo, che è Dio.
Per quanto possiamo cadere, mai potremo precipitare al di sotto delle braccia di Dio.
Dio tace. Ah, se adesso si riuscisse a far chiudere il becco all'uomo!
Se si crede negli esseri umani, si crede in Dio: è il primo passo e il più difficile.
Il silenzio di Dio permette la chiacchiera dei suoi ministri che usano e abusano dell'epiteto: chiunque non crede al loro Dio, dunque a loro, diventa immediatamente un ateo.