Chi viaggia molto non cerca posti nuovi, ma fugge da quelli vecchi.- Miguel de Unamuno
Chi viaggia molto non cerca posti nuovi, ma fugge da quelli vecchi.
L'uomo, per il semplice fatto di essere uomo, di aver coscienza di sé, è, in confronto all'asino o al granchio, un animale malato. La coscienza è malattia.
Colui che vuole tutto quello che accade, ottiene che accada quello che egli vuole.
Quanto è più fredda l'anima più, al ridestarsi dalle sue notti spirituali, si trova imbevuta nella rugiada della grazia.
Accade invariabilmente che il punto di partenza della saggezza sia la paura.
Il mondo intellettuale si divide in due classi: da una parte i dilettanti, dall'altra i pedanti.
I viaggi sono legati al superamento delle frontiere, ma che per frontiere si devono intendere anche le frontiere della mente.
Rendersi conto che nessuno può fare il viaggio al posto tuo è fondamentale. Così come lo è sapere che il viaggio è più stimolante se fatto in compagnia.
Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a sé stessi senza meravigliarsi.
I viaggi sono quelli per mare con le navi, non coi treni. L'orizzonte dev'essere vuoto e deve staccare il cielo dall'acqua ci dev'essere niente intorno e sopra deve pesare l'immenso, allora è viaggio.
A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco.
Viaggiare mi ha dato la possibilità di recarmi in luoghi che già esistevano nella mia immaginazione.
Il viaggio più serio è quello che porta all'incontro con Dio.
È camminando che si fa il cammino.
Non si fa un viaggio. Il viaggio ci fa e ci disfa, il viaggio ci inventa.
Viaggiare dovrebbe sempre significare vivere una esperienza, e si può avere un'esperienza preziosa soltanto in luoghi, in ambienti con i quali ci troviamo in un rapporto spirituale.