L'umiltà è il fondamento su cui poggia tutta la santità.- Natale Ginelli
L'umiltà è il fondamento su cui poggia tutta la santità.
La grandezza la si deve misurare nei confronti con Dio. Quanto più uno si avvicina a Dio tanto più s'innalza.
È stato scritto che «la vita è un grande pensiero fissato in giovinezza e tradotto in pratica».
Noi uomini viviamo di imitazione, facciamo quello che vediamo compiere da altri.
I Santi hanno fortemente voluto perché appassionatamente amavano.
Il senso del nostro essere soggetti all'errore e il senso della nostra debolezza [...] dovrebbero renderci modesti e umili.
L'umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente di più duro a morire del desiderio di pensar bene di sé stessi.
Spesso l'umiltà non è altro che una finta sottomissione di cui ci si serve per sottomettere gli altri.
Ci vuole più umiltà nei nostri momenti di successo che non in quelli di sconfitta.
Non dobbiamo acquistare l'umiltà. L'umiltà è in noi. Soltanto, ci umiliamo dinanzi a falsi dèi.
È provato che l'umiltà servì sempre da scala all'ambizione, quando questa è giovane, e chi sale le volge sempre il volto; ma poi, raggiunto l'ultimo gradino, volta il dorso alla scala, e guarda in alto sdegnoso ormai degli umili gradini grazie ai quali è salito fin lassù.
Una falsa umiltà è puro orgoglio.
L'umiltà, rara tra i dotti, è ancor più rara fra gli ignoranti.
Superato il primo choc, l'umiltà è una virtù allegra.
Il verme, se calpestato, si arronciglia. È la sua saggezza. Riduce in tal modo la probabilità di venire calpestato di nuovo. Nel linguaggio della morale: umiltà.