Il poeta comprende la natura meglio dello scienziato.- Novalis
Il poeta comprende la natura meglio dello scienziato.
Quanto più s'impara a non vivere più in istanti, bensì in anni, tanto più nobili si diventa. L'irrequietezza affannosa, il meschino affaccendarsi dello spirito diventano attività grande, tranquilla, semplice e vasta, e subentra la magnifica pazienza.
Strano che la vera e propria origine della crudeltà sia la voluttà.
Si può diventare solo in quanto si è già.
Il pensiero è soltanto un sogno del sentimento.
Il poeta intende la natura meglio dello scienziato.
Si può imparare più su come scrivere poesia da Dante che da qualunque poeta inglese.
Nella poesia v'è una somma utilità, e gioia e nobiltà, sì che colui che ne è privo non può considerarsi educato liberalmente.
Il Poeta è un uomo che non sa cosa dire, ma sa come dirlo.
Per la poesia la giovinezza non basta: la fanciullezza ci vuole!
La poesia è, fra le scienze, la giovinezza. Da fanciulla avrà avuto l'aspetto dell'angelo sotto la Madonna il quale si preme il dito sulle labbra come a dire che non si fida di questa leggerezza.
La poesia non è una liberazione di emozioni, ma una fuga dalle emozioni.
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi, ligustri o acanti.
Insegnate ai bambini la poesia: apre la mente, presta grazia alla saggezza e rende ereditarie le eroiche virtù.
La poesia non è un libero movimento dell'emozione, ma una fuga dall'emozione; non è l'espressione della personalità, ma la fuga dalla personalità.
La poesia, non ad altro intonata che a poesia, è quella che migliora e rigenera l'umanità, escludendone, non di proposito il male, ma naturalmente l'impoetico.