Presto invecchiano gli uomini nelle disavventure.- Omero
Presto invecchiano gli uomini nelle disavventure.
Incolperà l'uom dunque sempre gli dei?Quando a se stesso i mali fabbrica,dei suoi mali a noi dà caricoe la stoltezza sua chiama destino.
Gli dei non danno mai tutte insieme le cose belle ai mortali.
Vino pazzo che suole spingere anche l'uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.
Oltre sua possa, benché abbondi il voler, nessuno è forte.
Molto si miete in guerra, ma il raccolto è sempre scarsissimo.
La sfiga è un'amante fedele e non ti abbandona neanche quando sei nella merda.
Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.
Le piccole menti sono domate e sottomesse dalle avversità, ma le grandi menti si elevano sopra di esse.
In tempi di prosperità di amici sarai pieno; in tempi di avversità non uno su venti.
Per raggiungere la serenità interiore, è bene non trascurare quel che c'è di favorevole e di buono negli avvenimenti che ci capitano contro la nostra volontà, oscurando e bilanciando il peggio con il meglio.
Se qualcosa non può andar male, lo farà lo stesso.
È sempre nel deserto che si rompe la bottiglia d'acqua.
Niente va mai così male che non possa andar peggio.
Penso dunque che agli uomini giovi la sorte avversa più di quella prospera: questa, infatti, mostrandosi lusinghiera, inganna sempre con la parvenza della felicità, l'altra è sempre veritiera, mostrando la sua instabilità e la sua mutevolezza.
Quale uomo si è mai dato la colpa per la propria sfortuna?