Dammi il tempo che tempo non sia. Dammi un sogno che sonno non dia.- Paolo Conte
Dammi il tempo che tempo non sia. Dammi un sogno che sonno non dia.
Beviti 'sto cielo azzurro e alto che sembra di smalto e corre con noi.
Un valzer di vento e di paglia, la morte contadina, che risale le risaie fa il verso delle rane e puntuale arriva sulle aie bianche, come le falciatrici a cottimo.
Il vino spara fulmini e barbariche orazioni che fan sentire il gusto delle alte perfezioni.
Quelle bambine bionde, con quegli anellini alle orecchie, tutte spose che partoriranno uomini grossi come alberi, che quando cercherai di convincerli allora lo vedi che sono proprio di legno.
E la sensualità delle vite disperate, ecco il dono che ti farò.
È 'l sonno, ozio de l'alme, oblio de' mali.
Un'ora di sonno prima di mezzanotte è meglio che tre ore dopo la mezzanotte.
Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile. È un sonno così profondo che né lo squillo del telefono né il rumore delle auto che passano fuori mi arrivano all'orecchio. Nessun dolore, nessuna tristezza laggiù: solo il mondo del sonno dove precipito con un tonfo.
Che è il sonno, se non l'immagine della gelida morte.
Amici, non piangete, è soltanto sonno arretrato (epitaffio).
Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno.
Quel sonno mirabile, di cui dormono solo i fortunati che non sanno che siano né emorroidi, né pulci, né troppo elevate capacità intellettuali.
Il sonno è la morte senza responsabilità.
Il sonno è come gli uomini: amico dei felici, s'allontana da chi soffre.
E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni.