Dammi il tempo che tempo non sia. Dammi un sogno che sonno non dia.- Paolo Conte
Dammi il tempo che tempo non sia. Dammi un sogno che sonno non dia.
E la sensualità delle vite disperate, ecco il dono che ti farò.
Il vino spara fulmini e barbariche orazioni che fan sentire il gusto delle alte perfezioni.
Un valzer di vento e di paglia, la morte contadina, che risale le risaie fa il verso delle rane e puntuale arriva sulle aie bianche, come le falciatrici a cottimo.
Oltre le illusioni di Timbuctù e le gambe lunghe di Babalù c'era questa strada... Questa strada zitta che vola via come una farfalla, una nostalgia, nostalgia al gusto di curaçao... Forse un giorno meglio mi spiegherò.
O dormiente, che cosa è sonno? Il sonno ha similitudine colla morte. O perché non fai adunque tale opera che dopo la morte tu abbi similitudine di perfetto vivo, che vivendo farsi col sonno simile ai tristi morti?
E a ognuno casa sua, a ognuno il suo letto e l'ombra. Così la gente si arrende, al sonno.
Ogni difficoltà su cui si sorvola diventa un fantasma che turberà i nostri sonni.
La televisione è l'unico sonnifero che si somministra attraverso gli occhi.
Perché adesso che dormo credo di sognare di essere sveglio.
Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile.
Un professore è uno che parla nel sonno di qualcun altro.
Io da quando sono single vivo da dio. Faccio quello che voglio: se ho fame mangio, se ho sete bevo, se ho sonno dormo, se ho voglia di fare l'amore faccio la doccia.
Un uomo che dorme tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore, l'ordine degli anni e dei mondi.
Nel sonno, la psiche si isola dal mondo esterno e si ritrae dalla periferia... Però il legame non è completamente interrotto: se non udissimo e se non sentissimo già durante il sonno, non potremmo neppure svegliarci.