Cosa c'entra la notte con il sonno?- John Milton
Cosa c'entra la notte con il sonno?
Così addio speranza, e con la speranza, paura addio, Addio rimorso: ogni bene a me è perduto: Male, sii tu il mio bene.
Era nero come la notte, Fiero come dieci furie, terribile come l'inferno E scuoteva un dardo terribile.
Non il conoscere a grandi linee le cose remote Dall'uso, oscuro e sottile, ma conoscere Ciò che ci sta davanti nella vita quotidiana, È la prima saggezza.
Esser cieco non è triste; esser cieco ma non essere capace di sopportare la cecità, questo è triste.
Chi sopraffà con la forza, ha sopraffatto il suo nemico soltanto a metà.
Tosto s'opprime chi di sonno è carco, ché dal sonno a la morte è un picciol varco.
Non potremo mai più odiare chi abbiamo veduto dormire.
Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno.
Impossibile guardare un gatto che dorme e sentirsi nervosi.
Sia il sonno che l'insonnia, oltre la giusta misura, sono malattie.
Ma il sonno è una divinità capricciosa e proprio quando lo si invoca, si fa aspettare.
Il sonno è il fratello gemello della morte.
Il sonno è un rituffarsi nel caos.
Dormire è distrarsi dal mondo.
Dormire in due rende la notte meno opaca.