Viaggiare è affascinante soltanto in retrospettiva.- Paul Theroux
Viaggiare è affascinante soltanto in retrospettiva.
La presunzione di onniscienza sorta con internet ha generato l'errata e arrogante convinzione secondo cui lo sforzo fisico del viaggio è diventato superfluo.
I turisti non sanno dove sono stati. Il viaggiatore non sa dove sta andando.
Viaggiare in lungo e in largo porta ad una sensazione di chiusura; e il viaggio, così capace di ampliare la mente all'inizio, di fatto la contrae.
La cosa più importante da mettere in valigia è un libro: probabilmente nessun compagno di viaggio sarà più generoso, originale, vivace e socievole. Penne e taccuini, naturalmente.
La via più breve per giungere a se stessi gira intorno al mondo.
Viaggiare è un'arte. Bisogna praticarla con comodo, con passione, con amore.
Più mondo ho visto, meno ho potuto costruirmi a suo gusto.
Anche se giriamo il mondo in cerca di ciò che è bello, o lo portiamo già in noi, o non lo troveremo.
I nomadi lo sanno: le mappe non servono a orientarsi, ma a sognare il viaggio nei mesi che precedono il distacco.
Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo, o nel mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi.
Il viaggio più lungo è quello che conduce alla casa di fronte.
Leggere, scrivere, è dovere; viaggiare, è potere.
Solo la direzione è reale, la meta è sempre fittizia, anche la meta raggiunta... anzi soprattutto questa.
Come si può per tutta una vita viaggiare nello stesso piccolo paese e credere non vi sia nulla fuori di esso!