Non ci sono più false pazzie di quelle che talvolta fanno i saggi.- Pietro Aretino
Non ci sono più false pazzie di quelle che talvolta fanno i saggi.
Come Plaudite et valete? Donque io ho durato tanta fatica a comporre questo argumento, serviziale, cristioro o quel che diavol si chiami, et ora vuoi ch'io lo getti via? Per mia fe', che tu hai magior torto che 'l campanile de Pisa e che la superchiaria.
L'ambizione è lo sterco della gloria.
Il danaio che si spende è sterile, e quel che si gioca è fruttifero.
I vecchi sono eunuchi del tempo.
La legge adulter singulare, testo, dice ad legem Juliam de adulterio: quando il marito non accusi presto la moglie, che gli fa tal vituperio e sa ch'ella molt'anni in disonesto modo si dà con altri refrigerio, più non la può de crimine accusare e a tutta briglia si può far chiavare.
Dobbiamo ammaliare la verità, darle l'apparenza della follia.
La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.
È fra le mura dell'internamento che Pinel e la psichiatria del diciannovesimo secolo incontrarono i folli; è là non dimentichiamolo che li lasceranno, non senza gloriarsi di averli liberati.
"Aver ragione" è la naturale vocazione della follia.
La massima saggezza confina con la più grande follia.
Siamo costretti, per rendere la realtà sopportabile, a coltivare in noi qualche piccola follia.
Pazzo è 'l Nocchier, che non seconda il vento.
I pazzi sono i saggi e viceversa ormai.
I tre quarti delle follie non sono che stupidaggini.
La follia è nei singoli qualcosa di raro, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola.