La gloria e la grandezza, chimere.- Pietro Ellero
La gloria e la grandezza, chimere.
Gli altri, che osano competere col così detto ingegno e colla così detta virtù, gabbamondi.
Le lettere e le arti, pur che rappresentino le cose reali cui c'intendiamo, trastulli permessi.
Solamente tra le morali e politiche lecita l'economia per ragioni facili a capirsi.
Del resto non importa tanto essere onesti, quanto onorati.
Onde interrogare qualche volta la coscienza, raccogliersi nello spirito o contemplar la natura, è senz'altro voglia di far niente.
Morire non significa nulla, ma vivere sconfitti e senza gloria significa morire ogni giorno.
L'azione è tutto, la gloria niente.
Han diritto agli allori del trionfo coloro che, conoscendo meglio di tutti i benefici della pace, non si sono sottratti alle sofferenze della guerra.
La gloria è il sole dei morti.
La gloria non è più che un genere coloniale.
Gloria non di virtù figlia a che vale?
Un momento di dolore vale una vita di gloria.
Non cerco, non voglio la gloria di questo mondo; l'aspetto molto grande nell'altro.
La gloria assai spesso non è altro che un gran rumore che nasce non si sa come, e persiste non si sa perché.
Nel teatro la parola è doppiamente glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello.