La gloria e la grandezza, chimere.- Pietro Ellero
La gloria e la grandezza, chimere.
A chi dice, esservi, oltre la percezione esterna, un sentimento interiore ineffabile, anatema.
Perché ogni sorta di carità fomenta l'ozio e l'imprevidenza.
Del resto non importa tanto essere onesti, quanto onorati.
E la probità sta esclusivamente nel pagare i debiti.
Non vi sono altre verità, tranne quelle, che si veggono cogli occhi e si toccano con mano.
Alcuni possono considerarlo troppo desideroso di gloria; perché il desiderio della gloria si attacca anche agli uomini migliori meglio di ogni altra passione.
Chi de la gloria è vago sol di virtù sia pago.
La gloria assai spesso non è altro che un gran rumore che nasce non si sa come, e persiste non si sa perché.
Han diritto agli allori del trionfo coloro che, conoscendo meglio di tutti i benefici della pace, non si sono sottratti alle sofferenze della guerra.
La gloria suprema è senza gloria.
Non c'è nulla di nobile nell'essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell'essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri.
Non c'è forse sentimento al mondo, nemmeno l'avidità del guadagno, che sia tanto contrario all'ingenuità del poeta, quanto questa gola di gloria, che si risolve in un desiderio di sopraffazione!
C'è da confondersi in pensare quanto applauso di uomini minimi ci vuole per fare la gloria di un uomo grande.
Tra la gloria e la celebrità passa la stessa differenza che tra una dea e una pettegola.
Quando vanno al patibolo col sorriso, quello è il momento di mandare in pezzi la falce della morte.