La gloria e la grandezza, chimere.- Pietro Ellero
La gloria e la grandezza, chimere.
I così detti istituti pii, quanto meglio sopprimergli e incamerargli!
Non vi è cosa, che più all'uomo importi ed a cui sventuratamente meno egli pensi, quanto il conoscer sé stesso, il suo destino, lo scopo della sua esistenza e la miglior maniera di avverarlo.
Perché ogni sorta di carità fomenta l'ozio e l'imprevidenza.
Le lettere e le arti, pur che rappresentino le cose reali cui c'intendiamo, trastulli permessi.
Nella regolarità abituale della condotta e quindi nella costante moderazione degli appetiti e delle voglie avendosi la miglior guarentigia di una vita lunga, sana e lieta, sovviene a tal uopo il precetto della temperanza, intesa ancor questa in latissimo senso.
Custodire la propria gloria è difficil cosa.
L'uomo destinato alla gloria non teme la povertà e la miseria perché sa che nella miseria il suo ingegno diverrà genio.
Poiché l'uomo è ragionevole deve bere; stato divino dell'esistenza è l'ebbrezza, nella gloria, nell'uva, nell'amore e nell'oro affonda la speranza di uomini e nazioni.
La differenza fra gloria reale e fittizia sta nel sopravvivere nella storia o in una storia.
Il tempo non si ferma ad ammirare la gloria: se ne serve e passa oltre.
Aspirare alla gloria non è di tutti, ma chi ne è degno deve lavorare per essa.
È un giorno glorioso, Savin. A quest'ora, domani, avrò il leader più potente dell'occidente in una mano e il terrorista più famigerato nell'altra. La guerra contro il terrore sarà mia. Creerò la domanda e l'offerta, per te e i tuoi fratelli e sorelle.
In volo per la gloria... o morte o vittoria!
Alcuni possono considerarlo troppo desideroso di gloria; perché il desiderio della gloria si attacca anche agli uomini migliori meglio di ogni altra passione.
La gente che sembra così gloriosa è tutta apparenza; sotto sotto sono come chiunque altro.