Il sacrificio di sé, affatto un atto di pazzia.- Pietro Ellero
Il sacrificio di sé, affatto un atto di pazzia.
Giacché chi è infamato una volta, non aspetti più perdono.
La gloria e la grandezza, chimere.
La pena di morte, oltre che non cura la emendazione della vittima, spegne una vita, non le importa se depravata o santificata dalla sventura, e le basta ad altrui spavento un capo mozzo o un cadavere appeso.
Non vi è cosa, che più all'uomo importi ed a cui sventuratamente meno egli pensi, quanto il conoscer sé stesso, il suo destino, lo scopo della sua esistenza e la miglior maniera di avverarlo.
Solamente tra le morali e politiche lecita l'economia per ragioni facili a capirsi.
È più facile morire per ciò che si crede che credervi un po' meno.
Gli uomini stimano soltanto ciò che gli costa caro.
Sentiamo un po', signore, quale dei vostri sposi a cinquanta carati ha sacrificato per voi un concorso importante, un intero anno di studi, un anno di guadagni, così, per Amore, per Romanticismo, eh? Quale?
L'arte non è pensabile senza rischio e sacrificio spirituale di sé.
Io non conosco che una religione dove il dio e la vittima sacrificale sono la stessa persona.
La conoscenza che gli aristocratici danno per scontata, la dobbiamo pagare con i nostri giovani.
Il compromesso non è che il sacrificio di un diritto o bene nella speranza di ottenerne un altro - molto spesso col risultato di perdere entrambi.
Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.
Morire per un'idea; è indiscutibilmente nobile. Ma quanto più nobile sarebbe se gli uomini morissero per idee che fossero vere!
Tutto può essere sacrificato per il bene dello Stato, ma non ciò al quale lo Stato stesso deve servire solo come mezzo.