Non vi sono altre verità, tranne quelle, che si veggono cogli occhi e si toccano con mano.- Pietro Ellero
Non vi sono altre verità, tranne quelle, che si veggono cogli occhi e si toccano con mano.
Non vi è cosa, che più all'uomo importi ed a cui sventuratamente meno egli pensi, quanto il conoscer sé stesso, il suo destino, lo scopo della sua esistenza e la miglior maniera di avverarlo.
Le mostre universali de' prodotti e delle merci, ecco le vere olimpiadi e i degni areopaghi del tempo.
Le lettere e le arti, pur che rappresentino le cose reali cui c'intendiamo, trastulli permessi.
La pena di morte, oltre che non cura la emendazione della vittima, spegne una vita, non le importa se depravata o santificata dalla sventura, e le basta ad altrui spavento un capo mozzo o un cadavere appeso.
Chi è infamato una volta, non aspetti più perdono.
Mai dire la verità. Si rischia che qualche sprovveduto ci creda.
Eroe del racconto, eroe che io amo con tutta l'anima e che ho sempre cercato di riprodurre in tutta la sua bellezza, e che sempre è stato, è e sarà meraviglioso, eroe del mio racconto è la verità.
Nessun artista crede alla verità oggettiva, cioè reale in sé, del mondo che rappresenta. Ma si potrebbe dire che questa verità oggettiva, non solo per l'artista, non esiste per nessuno.
Mentire per necessità è sempre perdonabile. Ma chi dice la verità senza esservi costretto non merita nessuna indulgenza.
Quando si dice la verità, prima o poi si è sicuri di essere scoperti.
Non si censurano le balle, ma la verità.
Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi.
La parola verità non significa nulla da quando la menzogna è diventata inutile.
Il saggio cerca la verità, lo sciocco crede di averla trovata.
L'incanto della natura, il mistero affascinante che l'avvolge sono forse l'unica chiave di cui disponiamo per cercare di aprire la porta che ci separa dalla verità.